Fac simile PEI - come compilarlo e scegliere il modello giusto

Elisabetta Palumbo 26 giugno 2026
Tabella per l'analisi dei fattori ambientali ICF: prodotti, ambiente, relazioni. Utile per creare un pei fac simile.

Indice

Quando una famiglia o un docente cerca un fac simile di PEI, di solito non vuole soltanto un documento da scaricare, ma un esempio concreto per capire come trasformare osservazioni, obiettivi e strategie in un piano utile. Qui chiarisco quale modello scegliere, come compilare le sezioni principali, come formulare obiettivi verificabili e quali errori evitare nel lavoro del GLO.

Il modello diventa utile quando guida davvero la progettazione inclusiva

  • Il PEI riguarda gli alunni con disabilità e non sostituisce il PDP previsto per DSA o altri BES.
  • Il riferimento è il modello nazionale aggiornato dal decreto interministeriale 153/2023.
  • Esistono modelli distinti per infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado.
  • Gli obiettivi devono essere osservabili, realistici e verificabili.
  • Il documento viene elaborato e approvato dal GLO, con la partecipazione della famiglia e delle figure coinvolte.

Tabella per analisi fattori ambientali ICF: prodotti, ambiente, relazioni. Utile per pei fac simile.

Quale modello scegliere e che cosa deve contenere

Il PEI, cioè il Piano Educativo Individualizzato, è il documento con cui la scuola organizza il percorso educativo e didattico dell’alunno con disabilità. Un fac simile può aiutare a orientarsi, ma non va mai compilato come un modulo standard da riempire velocemente. Il piano deve descrivere quella persona, in quella classe e in quel contesto scolastico.

Il riferimento nazionale è stato introdotto dal decreto interministeriale 182/2020 e modificato dal decreto interministeriale 153/2023. I modelli ufficiali sono quattro, mentre la piattaforma digitale eventualmente usata dalla scuola cambia solo il modo di inserire i dati, non il valore della progettazione.

Ordine di scuola Modello Aspetto da considerare
Scuola dell’infanzia Allegato A1 Autonomie, comunicazione, gioco, relazione e partecipazione alle routine.
Scuola primaria Allegato A2 Apprendimenti di base, autonomia, comunicazione e inclusione nel gruppo classe.
Secondaria di primo grado Allegato A3 Competenze disciplinari, metodo di studio, autonomia e orientamento.
Secondaria di secondo grado Allegato A4 Percorso curricolare, orientamento, PCTO e prospettive per la vita adulta.

Il modello comprende il quadro informativo, le osservazioni sull’alunno e sul contesto, gli interventi didattici, le modalità di verifica, l’organizzazione delle risorse e la verifica finale. Nella scuola superiore compare anche la sezione dedicata ai Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento, assente negli altri ordini.

Come compilare il PEI senza trasformarlo in una raccolta di etichette

La compilazione efficace parte da ciò che l’alunno fa, non soltanto dalla diagnosi. Una descrizione come “ha difficoltà nella comunicazione” è troppo generica. È più utile scrivere, per esempio, che “comprende consegne composte da un passaggio, mentre ha bisogno di immagini o di una riformulazione per attività con più istruzioni”.

Le quattro dimensioni da osservare

Il modello organizza la progettazione attorno a quattro dimensioni. Io le considero una griglia pratica per evitare che il PEI si concentri solo sulle materie scolastiche e dimentichi la partecipazione quotidiana.

  • Relazione, interazione e socializzazione, per esempio partecipare a un gioco a coppie o chiedere aiuto a un compagno.
  • Comunicazione e linguaggio, includendo linguaggio verbale, immagini, gesti, CAA o strumenti digitali.
  • Autonomia e orientamento, come preparare il materiale, muoversi negli spazi e seguire le routine.
  • Dimensione cognitiva, neuropsicologica e dell’apprendimento, riferita ad attenzione, memoria, lettura, scrittura, calcolo e strategie.

Per ogni dimensione conviene collegare tre elementi: obiettivo, attività e criterio di verifica. Se manca uno di questi passaggi, il documento rischia di indicare buone intenzioni senza spiegare come capire se l’intervento funziona.

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Barriere e facilitatori fanno parte del progetto

Il PEI non osserva soltanto l’alunno, ma anche l’ambiente. Una classe rumorosa, una consegna lunga o un’aula poco organizzata possono diventare barriere; una scaletta visiva, un compagno di riferimento o un tablet configurato bene possono agire da facilitatori.

Questo passaggio è spesso sottovalutato. Prima di aumentare il sostegno individuale, mi chiedo sempre se sia possibile rendere più accessibile l’attività per tutti, modificando tempi, materiali, spazio o modalità di comunicazione.

Un esempio concreto di obiettivi e interventi

Un buon esempio non deve essere copiato alla lettera. Serve piuttosto a mostrare la differenza tra un obiettivo vago e uno che permette al team docente di lavorare e verificare i progressi.

Area Formula poco utile Formula operativa Intervento e verifica
Comunicazione Migliorare il linguaggio. Richiedere un oggetto o un’attività usando parola, gesto o immagine in 4 occasioni su 5. Tabella di comunicazione e attesa di almeno 5 secondi prima dell’aiuto. Rilevazione settimanale.
Autonomia Diventare più autonomo. Preparare tre materiali necessari per una lezione seguendo una sequenza visiva, con massimo un richiamo. Checklist sul banco e progressiva riduzione dei prompt. Controllo dopo 4 settimane.
Apprendimento Potenziare la matematica. Risolvere addizioni entro il 20 con linea dei numeri, ottenendo almeno l’80% di risposte corrette in tre prove. Materiale strutturato e verifica breve ogni due settimane.
Socializzazione Relazionarsi con i compagni. Partecipare a un’attività cooperativa di 10 minuti rispettando almeno due turni. Gioco a coppie con ruolo definito e osservazione tramite griglia.

La parte più importante è il criterio misurabile. Espressioni come “con un aiuto minimo”, “in tre occasioni consecutive” o “per almeno dieci minuti” rendono l’obiettivo leggibile anche per chi entrerà nel team durante l’anno.

Gli strumenti digitali possono essere preziosi, soprattutto per mappe, comunicazione aumentativa, sintesi vocale, agende visive e consegne accessibili. Non li considero però una soluzione automatica: un’app scelta senza osservare le reali abitudini dell’alunno può aggiungere complessità invece di ridurla.

Chi compila il documento e come lavora il GLO

Il PEI viene elaborato e approvato dal Gruppo di lavoro operativo per l’inclusione, composto dal team dei docenti o dal consiglio di classe e presieduto dal dirigente scolastico o da un suo delegato. Partecipano anche i genitori, le figure professionali che lavorano con l’alunno e, secondo le modalità previste, l’unità di valutazione multidisciplinare dell’ASL.

La famiglia non dovrebbe limitarsi a firmare il documento alla fine. Le sue informazioni aiutano a capire quali strategie funzionano a casa, quali autonomie sono già presenti e quali obiettivi hanno un significato concreto per la vita quotidiana. Nella scuola secondaria di secondo grado va sostenuta anche la partecipazione attiva dello studente, rispettandone età, capacità comunicative e autodeterminazione.

Il PEI provvisorio viene predisposto per le nuove certificazioni o per gli alunni che entrano per la prima volta nel percorso di inclusione. Il documento definitivo viene normalmente approvato entro il 31 ottobre, mentre durante l’anno sono previste verifiche e, alla fine, la verifica conclusiva con le proposte per l’anno successivo. Le scadenze operative possono essere organizzate dalla scuola nel rispetto del calendario scolastico e delle indicazioni ministeriali.

Errori frequenti e controllo finale prima della firma

Il primo errore è copiare un piano dell’anno precedente senza aggiornarlo. Anche quando la condizione dell’alunno non cambia, cambiano la classe, gli insegnanti, gli spazi, i compagni e le richieste didattiche. Un PEI utile deve mostrare che cosa è stato raggiunto e quale sia il passo successivo.

  • Confondere PEI e PDP. Il PEI riguarda la disabilità certificata, mentre il PDP è usato in situazioni come DSA o altri bisogni educativi.
  • Scrivere obiettivi irrealistici o troppo numerosi. Meglio pochi traguardi prioritari, collegati ad attività frequenti.
  • Indicare solo il numero di ore di sostegno. Il sostegno è una risorsa per l’inclusione nella classe, non un programma separato.
  • Usare soltanto parole cliniche. Il documento deve tradurre le informazioni specialistiche in scelte didattiche osservabili.
  • Dimenticare il contesto. Se una strategia funziona in rapporto individuale ma non in classe, va adattata prima di essere considerata efficace.

Prima dell’approvazione controllo che ogni obiettivo abbia un’attività coerente, uno strumento adeguato e una modalità di verifica. Verifico anche che siano indicati i responsabili degli interventi, i momenti di osservazione e le eventuali risorse per autonomia, comunicazione e assistenza.

Dal modello compilato a un PEI che orienta la giornata scolastica

Il miglior fac simile di PEI è quello che aiuta a prendere decisioni concrete il lunedì mattina. Deve permettere a un docente appena arrivato di capire come accogliere l’alunno, quale consegna proporre, quale aiuto offrire e quando ridurlo.

Per questo consiglio di usare il modello nazionale come una mappa, non come un testo da riempire con formule burocratiche. Se le osservazioni sono precise, gli obiettivi misurabili e le strategie condivise con la famiglia, il documento smette di essere un adempimento e diventa uno strumento reale di partecipazione e apprendimento.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

Esistono quattro modelli: Allegato A1 per la scuola dell’infanzia, A2 per la primaria, A3 per la secondaria di primo grado e A4 per la secondaria di secondo grado. Quest’ultimo comprende anche la sezione su PCTO e prospettive per la vita adulta.

Ogni obiettivo dovrebbe indicare un comportamento concreto, una condizione e un criterio di verifica. Per esempio, richiedere un oggetto usando parola, gesto o immagine in 4 occasioni su 5, oppure risolvere addizioni entro il 20 con almeno l’80% di risposte corrette in tre prove.

Il PEI è il Piano Educativo Individualizzato destinato agli alunni con disabilità certificata. Il PDP viene invece utilizzato in situazioni come DSA o altri bisogni educativi speciali e non sostituisce il PEI.

Il PEI viene elaborato e approvato dal GLO, formato dai docenti, dalla famiglia, dalle figure professionali coinvolte e, secondo le modalità previste, dall’unità multidisciplinare dell’ASL. Il PEI definitivo viene normalmente approvato entro il 31 ottobre; per nuove certificazioni o nuovi ingressi nel percorso di inclusione si predispone un PEI provvisorio.

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Autor Elisabetta Palumbo
Elisabetta Palumbo
Mi chiamo Elisabetta Palumbo e da sei anni mi dedico con passione alla cultura, all'arte e alla didattica digitale, temi che trovo fondamentali per comprendere il mondo contemporaneo e per stimolare la crescita personale e collettiva. Ho iniziato questo percorso perché credo fermamente nel potere della conoscenza condivisa e nella capacità degli strumenti digitali di rendere l'apprendimento accessibile e coinvolgente per tutti. Sul sito snaipo.it, il mio obiettivo è esplorare queste aree, cercando di semplificare concetti complessi, di confrontare diverse prospettive e di offrire contenuti sempre aggiornati e attendibili. Mi impegno a verificare le fonti e a organizzare le informazioni in modo chiaro, perché ritengo che un sapere ben strutturato sia la base per una comprensione profonda e duratura.

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