Scegliere la scuola superiore significa capire non solo quali materie piacciono, ma anche quale tipo di futuro si vuole costruire. Il liceo del Made in Italy propone una preparazione liceale legata a economia, diritto, cultura, design, comunicazione e internazionalizzazione delle imprese. Qui chiarisco come funziona, che cosa si studia, dove trovarlo, quali sbocchi offre e per quali studenti può essere davvero una scelta sensata.
Le coordinate essenziali per capire se questo percorso fa per te
- Durata di cinque anni con diploma di liceo riconosciuto a livello nazionale.
- 27 ore settimanali nel primo biennio e 30 nel triennio.
- Studio combinato di economia, diritto, lingue, storia dell’arte e design.
- Presenza di laboratori interdisciplinari e attività collegate alle imprese.
- Accesso sia all’università sia agli ITS Academy e al mondo del lavoro.

Che cos’è questo nuovo indirizzo liceale
Il percorso nasce per formare studenti capaci di comprendere, promuovere e sviluppare le produzioni italiane, dai settori della moda e del design fino all’agroalimentare, al turismo, all’artigianato e alla cultura. Non insegna semplicemente a “fare prodotti italiani”: studia come nasce il valore di un prodotto, come si protegge, come si comunica e come lo si porta sui mercati internazionali.
La sua impostazione è quindi diversa da quella di un istituto tecnico o professionale. Rimane un liceo, con una solida base culturale e metodologica, ma dedica più spazio alle scienze economiche e giuridiche, alla gestione d’impresa e alla lettura dei fenomeni produttivi.
Io lo considero interessante soprattutto per chi è curioso di capire che cosa c’è dietro un marchio, una collezione, una filiera o una strategia di comunicazione. L’identità italiana, da sola, non basta: servono competenze su mercato, sostenibilità, proprietà intellettuale, digitale e relazioni internazionali.
A chi può adattarsi meglio
È un’opzione adatta a chi ama unire discipline diverse e non vuole scegliere troppo presto tra cultura umanistica ed economia. Può funzionare bene per studenti interessati a moda, design, arte, comunicazione, marketing, turismo, enogastronomia e impresa.
Non è invece la scelta più naturale per chi cerca molte ore di laboratorio tecnico-manuale o una qualifica professionale immediatamente spendibile. In quel caso un istituto tecnico o professionale può offrire una specializzazione più concreta e operativa.
Che cosa si studia nei cinque anni
Il piano di studi conserva alcune materie comuni a molti licei, ma le combina con discipline pensate per leggere il sistema produttivo italiano. Nel biennio prevalgono le basi culturali e giuridico-economiche; dal terzo anno entrano in modo più evidente le scienze giuridiche ed economiche per il Made in Italy.
| Disciplina | Primo biennio | Secondo biennio e quinto anno |
|---|---|---|
| Lingua e letteratura italiana | 4 ore | 4 ore |
| Storia e geografia, poi storia | 3 ore | 2 ore |
| Diritto ed economia politica | 3 + 3 ore | Sostituite da discipline specifiche |
| Scienze giuridiche ed economiche per il Made in Italy | - | 3 + 3 ore |
| Lingua straniera 1 | 3 ore | 3 ore |
| Lingua straniera 2 | 2 ore | 3 ore |
| Matematica | 3 ore | 3 ore |
| Scienze naturali e fisica | 2 ore di scienze | 2 ore di fisica |
| Storia dell’arte e del design | 1 ora | 2 ore |
| Filosofia | - | 2 ore |
Il monte orario previsto è di 891 ore annue nel biennio, equivalenti a 27 ore settimanali, e di 990 ore annue nel triennio, equivalenti a 30 ore settimanali. Le singole scuole possono arricchire l’offerta con progetti, attività territoriali e insegnamenti aggiuntivi, perciò il quadro reale può cambiare leggermente da un istituto all’altro.
Lingue, CLIL e competenze internazionali
Le due lingue straniere sono una parte importante del percorso. Gli obiettivi ministeriali indicano almeno il livello B2 nella prima lingua e B1 nella seconda, secondo il Quadro comune europeo di riferimento.
Nel triennio è previsto anche il CLIL, cioè l’insegnamento in lingua straniera di contenuti appartenenti a un’altra disciplina. È un aspetto utile, ma non va sopravvalutato: raggiungere una vera competenza linguistica dipende soprattutto dalla qualità delle lezioni, dalle occasioni di conversazione e dall’eventuale esperienza all’estero.
Laboratori e rapporto con il territorio
La parte più originale dovrebbe emergere nei laboratori interdisciplinari, introdotti a partire dal secondo anno. Un progetto ben costruito potrebbe chiedere agli studenti di analizzare un’impresa locale, ricostruirne la filiera, studiare il pubblico di riferimento e ideare una campagna digitale rispettosa dell’identità del prodotto.
Qui la scuola può diventare un piccolo osservatorio sul territorio. Un laboratorio dedicato a un’azienda vinicola, a un laboratorio artigiano o a un museo non dovrebbe limitarsi alla visita guidata, ma trasformare l’esperienza in ricerca, analisi e restituzione concreta.
Il ruolo del PCTO
Il percorso comprende attività di PCTO, cioè i Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento. L’obiettivo è mettere in relazione ciò che si studia con situazioni reali, per esempio comunicazione aziendale, organizzazione di eventi, analisi di mercato o valorizzazione del patrimonio culturale.
La qualità, però, dipende molto dalle convenzioni attivate dalla scuola. Un PCTO fatto solo di incontri teorici offre poco; un’esperienza presso un’impresa, un ente culturale o una realtà turistica può invece aiutare lo studente a capire quale ruolo desidera davvero svolgere.
Per questo, prima dell’iscrizione, chiederei alla scuola nomi dei partner, esempi di progetti già realizzati e modalità di valutazione. Il nome dell’indirizzo è importante, ma la rete concreta costruita dall’istituto conta ancora di più.
Come iscriversi e dove trovare il percorso
L’indirizzo è attivo in numerose regioni italiane, ma non è presente in ogni provincia. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy invita a consultare la piattaforma Unica per individuare le scuole organizzate per regione e verificare l’offerta più vicina.
Per l’anno scolastico 2026/2027, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha previsto la possibilità di iscriversi alla prima classe anche per questo percorso nella finestra ordinaria indicata per le scuole superiori, dal 13 gennaio al 14 febbraio 2026. Le date possono cambiare ogni anno, quindi è prudente controllare sempre la circolare aggiornata e il sito dell’istituto.
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Che cosa controllare prima della domanda
- La presenza effettiva della classe prima nell’anno scolastico desiderato.
- Il codice meccanografico corretto per la domanda online.
- Il piano dell’offerta formativa e le eventuali personalizzazioni.
- Le lingue straniere proposte dalla scuola.
- I laboratori, i partner del territorio e i progetti PCTO.
- I collegamenti con stazioni o trasporti pubblici, soprattutto se l’istituto non è vicino a casa.
Un errore frequente consiste nel scegliere il percorso solo perché sembra moderno o perché richiama un settore attraente. Prima di confermare la domanda, suggerisco di partecipare all’open day e di chiedere quali attività svolgono davvero gli studenti, non soltanto quali progetti sono scritti nella brochure.
Università, ITS e possibilità professionali
Il diploma permette di accedere a qualsiasi corso universitario, come avviene per gli altri licei. Le prosecuzioni più coerenti sono economia, giurisprudenza, marketing, management, design, comunicazione, lingue, beni culturali, turismo e moda.
Esiste anche la possibilità di scegliere un ITS Academy, percorso terziario professionalizzante più vicino alle esigenze delle imprese. Questa strada può essere interessante per chi, dopo il diploma, vuole acquisire competenze operative in ambiti come marketing digitale, moda, meccatronica, agroalimentare, turismo o internazionalizzazione.
| Dopo il diploma | Per chi è indicato | Possibili direzioni |
|---|---|---|
| Università | Chi vuole una preparazione teorica e un titolo accademico | Economia, design, lingue, comunicazione, diritto, turismo |
| ITS Academy | Chi cerca una formazione tecnica collegata alle aziende | Marketing digitale, moda, agroalimentare, export, turismo |
| Lavoro iniziale | Chi vuole entrare presto in un’organizzazione | Supporto marketing, comunicazione, vendite, eventi, ufficio export |
È importante essere realistici. Il diploma non trasforma automaticamente uno studente in manager o designer: offre una base ampia, che deve essere completata con università, ITS, portfolio, esperienze pratiche e competenze digitali. Nel mercato del lavoro fanno la differenza anche inglese realmente parlato, capacità di analizzare dati e dimestichezza con gli strumenti digitali.
Il confronto con il liceo economico-sociale
Il confronto con il liceo delle scienze umane, opzione economico-sociale, è naturale perché alcuni contenuti possono sembrare simili. Entrambi comprendono diritto, economia e lingue, ma il nuovo percorso orienta con maggiore decisione lo studio verso imprese, filiere produttive, design, patrimonio e internazionalizzazione.
| Profilo | Economico-sociale | Percorso Made in Italy |
|---|---|---|
| Impostazione | Società, cultura, diritto ed economia | Produzione, impresa, cultura e mercati |
| Arte e design | Presenza generalmente più limitata | Disciplina caratterizzante del piano di studi |
| Attività pratiche | Dipendono soprattutto dall’autonomia della scuola | Laboratori interdisciplinari collegati al percorso |
| Lingue | Due lingue straniere | Due lingue e CLIL nel triennio |
Non esiste un indirizzo migliore in assoluto. Se interessano psicologia sociale, relazioni umane e fenomeni culturali, l’economico-sociale può risultare più equilibrato. Se invece attirano prodotti, marchi, creatività, comunicazione e strategie d’impresa, il nuovo percorso offre una direzione più precisa.
La scelta giusta parte dal territorio, non dal nome
Prima di iscriversi, inviterei famiglie e studenti a valutare tre elementi: qualità dei docenti, rete con le imprese e chiarezza del progetto didattico. Un indirizzo nuovo può avere grandi potenzialità, ma deve ancora consolidare metodi, materiali e collaborazioni.
La scelta ha senso quando l’interesse per il Made in Italy è accompagnato dalla disponibilità a studiare matematica, lingue, diritto e storia dell’arte. Chi cerca soltanto attività creative potrebbe rimanere deluso; chi ama collegare cultura e impresa può invece trovare un percorso stimolante e aperto a molti sviluppi.
Io guarderei soprattutto a ciò che la scuola riesce a far vedere e realizzare: un progetto con un’azienda, un prototipo, una ricerca sul patrimonio locale o una campagna comunicativa valgono più di una promessa generica. In questo indirizzo, il futuro degli studenti dipenderà dalla capacità di trasformare la conoscenza dell’identità italiana in competenze spendibili, responsabili e internazionali.
