Liceo del Made in Italy, come funziona e per chi è adatto

Elisabetta Palumbo 22 agosto 2026
Il **liceo del Made in Italy** celebra l'eccellenza italiana: moda, cibo, cultura e industria.

Indice

Scegliere la scuola superiore significa capire non solo quali materie piacciono, ma anche quale tipo di futuro si vuole costruire. Il liceo del Made in Italy propone una preparazione liceale legata a economia, diritto, cultura, design, comunicazione e internazionalizzazione delle imprese. Qui chiarisco come funziona, che cosa si studia, dove trovarlo, quali sbocchi offre e per quali studenti può essere davvero una scelta sensata.

Le coordinate essenziali per capire se questo percorso fa per te

  • Durata di cinque anni con diploma di liceo riconosciuto a livello nazionale.
  • 27 ore settimanali nel primo biennio e 30 nel triennio.
  • Studio combinato di economia, diritto, lingue, storia dell’arte e design.
  • Presenza di laboratori interdisciplinari e attività collegate alle imprese.
  • Accesso sia all’università sia agli ITS Academy e al mondo del lavoro.

Due studenti collaborano su un progetto per il liceo del Made in Italy, studiando immagini e testi su tablet.

Che cos’è questo nuovo indirizzo liceale

Il percorso nasce per formare studenti capaci di comprendere, promuovere e sviluppare le produzioni italiane, dai settori della moda e del design fino all’agroalimentare, al turismo, all’artigianato e alla cultura. Non insegna semplicemente a “fare prodotti italiani”: studia come nasce il valore di un prodotto, come si protegge, come si comunica e come lo si porta sui mercati internazionali.

La sua impostazione è quindi diversa da quella di un istituto tecnico o professionale. Rimane un liceo, con una solida base culturale e metodologica, ma dedica più spazio alle scienze economiche e giuridiche, alla gestione d’impresa e alla lettura dei fenomeni produttivi.

Io lo considero interessante soprattutto per chi è curioso di capire che cosa c’è dietro un marchio, una collezione, una filiera o una strategia di comunicazione. L’identità italiana, da sola, non basta: servono competenze su mercato, sostenibilità, proprietà intellettuale, digitale e relazioni internazionali.

A chi può adattarsi meglio

È un’opzione adatta a chi ama unire discipline diverse e non vuole scegliere troppo presto tra cultura umanistica ed economia. Può funzionare bene per studenti interessati a moda, design, arte, comunicazione, marketing, turismo, enogastronomia e impresa.

Non è invece la scelta più naturale per chi cerca molte ore di laboratorio tecnico-manuale o una qualifica professionale immediatamente spendibile. In quel caso un istituto tecnico o professionale può offrire una specializzazione più concreta e operativa.

Che cosa si studia nei cinque anni

Il piano di studi conserva alcune materie comuni a molti licei, ma le combina con discipline pensate per leggere il sistema produttivo italiano. Nel biennio prevalgono le basi culturali e giuridico-economiche; dal terzo anno entrano in modo più evidente le scienze giuridiche ed economiche per il Made in Italy.

Disciplina Primo biennio Secondo biennio e quinto anno
Lingua e letteratura italiana 4 ore 4 ore
Storia e geografia, poi storia 3 ore 2 ore
Diritto ed economia politica 3 + 3 ore Sostituite da discipline specifiche
Scienze giuridiche ed economiche per il Made in Italy - 3 + 3 ore
Lingua straniera 1 3 ore 3 ore
Lingua straniera 2 2 ore 3 ore
Matematica 3 ore 3 ore
Scienze naturali e fisica 2 ore di scienze 2 ore di fisica
Storia dell’arte e del design 1 ora 2 ore
Filosofia - 2 ore

Il monte orario previsto è di 891 ore annue nel biennio, equivalenti a 27 ore settimanali, e di 990 ore annue nel triennio, equivalenti a 30 ore settimanali. Le singole scuole possono arricchire l’offerta con progetti, attività territoriali e insegnamenti aggiuntivi, perciò il quadro reale può cambiare leggermente da un istituto all’altro.

Lingue, CLIL e competenze internazionali

Le due lingue straniere sono una parte importante del percorso. Gli obiettivi ministeriali indicano almeno il livello B2 nella prima lingua e B1 nella seconda, secondo il Quadro comune europeo di riferimento.

Nel triennio è previsto anche il CLIL, cioè l’insegnamento in lingua straniera di contenuti appartenenti a un’altra disciplina. È un aspetto utile, ma non va sopravvalutato: raggiungere una vera competenza linguistica dipende soprattutto dalla qualità delle lezioni, dalle occasioni di conversazione e dall’eventuale esperienza all’estero.

Laboratori e rapporto con il territorio

La parte più originale dovrebbe emergere nei laboratori interdisciplinari, introdotti a partire dal secondo anno. Un progetto ben costruito potrebbe chiedere agli studenti di analizzare un’impresa locale, ricostruirne la filiera, studiare il pubblico di riferimento e ideare una campagna digitale rispettosa dell’identità del prodotto.

Qui la scuola può diventare un piccolo osservatorio sul territorio. Un laboratorio dedicato a un’azienda vinicola, a un laboratorio artigiano o a un museo non dovrebbe limitarsi alla visita guidata, ma trasformare l’esperienza in ricerca, analisi e restituzione concreta.

Il ruolo del PCTO

Il percorso comprende attività di PCTO, cioè i Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento. L’obiettivo è mettere in relazione ciò che si studia con situazioni reali, per esempio comunicazione aziendale, organizzazione di eventi, analisi di mercato o valorizzazione del patrimonio culturale.

La qualità, però, dipende molto dalle convenzioni attivate dalla scuola. Un PCTO fatto solo di incontri teorici offre poco; un’esperienza presso un’impresa, un ente culturale o una realtà turistica può invece aiutare lo studente a capire quale ruolo desidera davvero svolgere.

Per questo, prima dell’iscrizione, chiederei alla scuola nomi dei partner, esempi di progetti già realizzati e modalità di valutazione. Il nome dell’indirizzo è importante, ma la rete concreta costruita dall’istituto conta ancora di più.

Come iscriversi e dove trovare il percorso

L’indirizzo è attivo in numerose regioni italiane, ma non è presente in ogni provincia. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy invita a consultare la piattaforma Unica per individuare le scuole organizzate per regione e verificare l’offerta più vicina.

Per l’anno scolastico 2026/2027, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha previsto la possibilità di iscriversi alla prima classe anche per questo percorso nella finestra ordinaria indicata per le scuole superiori, dal 13 gennaio al 14 febbraio 2026. Le date possono cambiare ogni anno, quindi è prudente controllare sempre la circolare aggiornata e il sito dell’istituto.

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Che cosa controllare prima della domanda

  • La presenza effettiva della classe prima nell’anno scolastico desiderato.
  • Il codice meccanografico corretto per la domanda online.
  • Il piano dell’offerta formativa e le eventuali personalizzazioni.
  • Le lingue straniere proposte dalla scuola.
  • I laboratori, i partner del territorio e i progetti PCTO.
  • I collegamenti con stazioni o trasporti pubblici, soprattutto se l’istituto non è vicino a casa.

Un errore frequente consiste nel scegliere il percorso solo perché sembra moderno o perché richiama un settore attraente. Prima di confermare la domanda, suggerisco di partecipare all’open day e di chiedere quali attività svolgono davvero gli studenti, non soltanto quali progetti sono scritti nella brochure.

Università, ITS e possibilità professionali

Il diploma permette di accedere a qualsiasi corso universitario, come avviene per gli altri licei. Le prosecuzioni più coerenti sono economia, giurisprudenza, marketing, management, design, comunicazione, lingue, beni culturali, turismo e moda.

Esiste anche la possibilità di scegliere un ITS Academy, percorso terziario professionalizzante più vicino alle esigenze delle imprese. Questa strada può essere interessante per chi, dopo il diploma, vuole acquisire competenze operative in ambiti come marketing digitale, moda, meccatronica, agroalimentare, turismo o internazionalizzazione.

Dopo il diploma Per chi è indicato Possibili direzioni
Università Chi vuole una preparazione teorica e un titolo accademico Economia, design, lingue, comunicazione, diritto, turismo
ITS Academy Chi cerca una formazione tecnica collegata alle aziende Marketing digitale, moda, agroalimentare, export, turismo
Lavoro iniziale Chi vuole entrare presto in un’organizzazione Supporto marketing, comunicazione, vendite, eventi, ufficio export

È importante essere realistici. Il diploma non trasforma automaticamente uno studente in manager o designer: offre una base ampia, che deve essere completata con università, ITS, portfolio, esperienze pratiche e competenze digitali. Nel mercato del lavoro fanno la differenza anche inglese realmente parlato, capacità di analizzare dati e dimestichezza con gli strumenti digitali.

Il confronto con il liceo economico-sociale

Il confronto con il liceo delle scienze umane, opzione economico-sociale, è naturale perché alcuni contenuti possono sembrare simili. Entrambi comprendono diritto, economia e lingue, ma il nuovo percorso orienta con maggiore decisione lo studio verso imprese, filiere produttive, design, patrimonio e internazionalizzazione.

Profilo Economico-sociale Percorso Made in Italy
Impostazione Società, cultura, diritto ed economia Produzione, impresa, cultura e mercati
Arte e design Presenza generalmente più limitata Disciplina caratterizzante del piano di studi
Attività pratiche Dipendono soprattutto dall’autonomia della scuola Laboratori interdisciplinari collegati al percorso
Lingue Due lingue straniere Due lingue e CLIL nel triennio

Non esiste un indirizzo migliore in assoluto. Se interessano psicologia sociale, relazioni umane e fenomeni culturali, l’economico-sociale può risultare più equilibrato. Se invece attirano prodotti, marchi, creatività, comunicazione e strategie d’impresa, il nuovo percorso offre una direzione più precisa.

La scelta giusta parte dal territorio, non dal nome

Prima di iscriversi, inviterei famiglie e studenti a valutare tre elementi: qualità dei docenti, rete con le imprese e chiarezza del progetto didattico. Un indirizzo nuovo può avere grandi potenzialità, ma deve ancora consolidare metodi, materiali e collaborazioni.

La scelta ha senso quando l’interesse per il Made in Italy è accompagnato dalla disponibilità a studiare matematica, lingue, diritto e storia dell’arte. Chi cerca soltanto attività creative potrebbe rimanere deluso; chi ama collegare cultura e impresa può invece trovare un percorso stimolante e aperto a molti sviluppi.

Io guarderei soprattutto a ciò che la scuola riesce a far vedere e realizzare: un progetto con un’azienda, un prototipo, una ricerca sul patrimonio locale o una campagna comunicativa valgono più di una promessa generica. In questo indirizzo, il futuro degli studenti dipenderà dalla capacità di trasformare la conoscenza dell’identità italiana in competenze spendibili, responsabili e internazionali.

Domande frequenti

Il percorso combina italiano, storia, matematica, due lingue straniere, diritto, economia, storia dell’arte e design. Dal triennio si studiano anche le scienze giuridiche ed economiche per il Made in Italy e filosofia, con attività CLIL in lingua straniera.

Il primo biennio prevede 27 ore settimanali, pari a 891 ore annue. Nel secondo biennio e nel quinto anno il monte orario sale a 30 ore settimanali, pari a 990 ore annue.

L’economico-sociale si concentra soprattutto su società, cultura, diritto ed economia. Il liceo del Made in Italy orienta maggiormente lo studio verso imprese, filiere produttive, design, patrimonio, comunicazione e mercati internazionali.

Il diploma consente l’accesso a qualsiasi corso universitario, tra cui economia, design, comunicazione, diritto, lingue, turismo e moda. Sono possibili anche gli ITS Academy oppure un primo ingresso lavorativo in attività di marketing, comunicazione, vendite, eventi e ufficio export.

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Autor Elisabetta Palumbo
Elisabetta Palumbo
Mi chiamo Elisabetta Palumbo e da sei anni mi dedico con passione alla cultura, all'arte e alla didattica digitale, temi che trovo fondamentali per comprendere il mondo contemporaneo e per stimolare la crescita personale e collettiva. Ho iniziato questo percorso perché credo fermamente nel potere della conoscenza condivisa e nella capacità degli strumenti digitali di rendere l'apprendimento accessibile e coinvolgente per tutti. Sul sito snaipo.it, il mio obiettivo è esplorare queste aree, cercando di semplificare concetti complessi, di confrontare diverse prospettive e di offrire contenuti sempre aggiornati e attendibili. Mi impegno a verificare le fonti e a organizzare le informazioni in modo chiaro, perché ritengo che un sapere ben strutturato sia la base per una comprensione profonda e duratura.

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