Un lago dopo l’altro, con le Dolomiti di Brenta sempre nello sguardo: il giro dei cinque laghi a Madonna di Campiglio è una delle escursioni più complete del Trentino. Qui trovi il percorso, le varianti, tempi e difficoltà, oltre ai consigli pratici su impianti, periodo migliore, attrezzatura e condizioni del sentiero.
Una giornata alpina da organizzare con attenzione
- Distanza: circa 14,8 km nella versione indicata dalla SkiArea.
- Durata: mediamente 6 ore, senza contare soste lunghe.
- Quota: tra 1.724 e 2.460 metri.
- Difficoltà: media sulla scheda ufficiale, ma medio-impegnativa nella pratica.
- Acqua e ristori: portare almeno 1,5-2 litri, perché per lunghi tratti non ci sono punti di servizio.
Un anello alpino, ma con più di una versione
Il percorso classico parte dalla stazione a monte della cabinovia 5 Laghi, raggiungibile direttamente da Madonna di Campiglio. Usare l’impianto permette di risparmiare il primo tratto di salita e di concentrare l’escursione sui laghi d’alta quota.
La denominazione può creare un po’ di confusione. Esistono infatti una versione classica, che scende verso il Lago Nero e il Lago Nambino, e una variante più lunga che prosegue verso i Tre Laghi, il Lago Alto e il Lago delle Malghette. Io consiglio di scegliere prima quale itinerario seguire, perché le due opzioni hanno impegno, dislivello e punto di arrivo diversi.
La versione classica è un anello con rientro verso Madonna di Campiglio. La variante estesa, invece, può terminare verso Campo Carlo Magno e richiede più tempo, attenzione alla segnaletica e una preparazione fisica superiore.

Il percorso tra Ritorto, Lambin e Serodoli
Dalla stazione superiore si segue il sentiero 232 in direzione del Lago Ritorto. Il tracciato è frequentato e generalmente evidente, ma non va considerato una semplice passeggiata: ci si muove già in quota, su terreno roccioso e con diversi saliscendi.
Lago Ritorto
Il Lago Ritorto è spesso il primo grande punto panoramico dell’escursione. La superficie dell’acqua riflette le cime circostanti e offre una delle viste più riconoscibili dell’itinerario. Per me è il luogo ideale per una prima pausa, ma non conviene fermarsi troppo a lungo: davanti restano ancora i tratti più impegnativi.
Lago Lambin e Lago Serodoli
Dal Lago Ritorto si prosegue verso il Lago Lambin, seguendo il naturale sviluppo del sentiero tra rocce granitiche, conche glaciali e vegetazione sempre più bassa. Il terreno può risultare scivoloso dopo la pioggia, soprattutto nei passaggi su pietra levigata.
Il Lago Serodoli rappresenta uno dei punti più suggestivi e anche uno dei passaggi centrali del tour. Qui consiglio di controllare l’orario e le energie rimaste. Se si arriva già affaticati, è preferibile scegliere il rientro classico invece di aggiungere deviazioni.
Leggi anche: Escursione sul Vesuvio - quale sentiero scegliere?
La deviazione al Lago Gelato
Dal Lago Serodoli si può fare una breve deviazione verso il Lago Gelato, ai piedi del Passo di Nambrone. Il nome descrive bene l’ambiente: acqua fredda, rocce e un paesaggio più severo. La deviazione è interessante, ma va considerata nel calcolo dei tempi, soprattutto in caso di nuvole o peggioramento meteorologico.
Numeri, difficoltà e scelta della variante
La scheda della SkiArea Madonna di Campiglio indica per l’itinerario principale 14,8 km, circa 6 ore di cammino e una quota massima di 2.460 metri. La difficoltà viene definita media, ma questa classificazione va letta insieme alla lunghezza e alla quota.
| Versione | Dati indicativi | Per chi è adatta |
|---|---|---|
| Classica con cabinovia | 14,8 km, circa 6 ore, quota fino a 2.460 m | Escursionisti allenati e abituati ai sentieri alpini |
| Variante estesa | Circa 17,2 km, con maggiore discesa e quota fino a 2.490 m | Escursionisti esperti, con buona resistenza e navigazione sicura |
| Solo primo tratto | Accesso ai laghi più vicini alla stazione a monte | Chi vuole una camminata più breve o viaggia con bambini già abituati alla montagna |
Il portale turistico del Trentino descrive la variante estesa come difficile e segnala che il tratto dalla Bocchetta dei Tre Laghi verso i Tre Laghi può essere poco evidente. È un dettaglio importante: in quel settore non seguirei una traccia trovata casualmente online, ma userei una mappa aggiornata o una traccia GPX verificata.
La regola più semplice è questa: se vuoi vedere i laghi principali senza trasformare la giornata in una prova di resistenza, scegli l’anello classico. La variante lunga ha senso quando il meteo è stabile, si parte presto e tutti i partecipanti hanno esperienza su sentieri sopra i 2.000 metri.
Quando partire e cosa controllare nel 2026
Il periodo più favorevole va generalmente dall’estate all’inizio dell’autunno, ma in alta quota le condizioni cambiano rapidamente. Neve residua, temporali pomeridiani e terreno bagnato possono rendere più lenti anche i tratti considerati semplici.
Per il 2026, il calendario pubblicato per la cabinovia 5 Laghi indica l’apertura dal 18 giugno al 13 settembre. Dal 18 al 24 giugno sono previste corse al mattino e nel pomeriggio, mentre dal 25 giugno al 13 settembre l’orario indicato è 8:30-17:20. Orari e aperture possono comunque cambiare per vento, manutenzione o condizioni meteorologiche.
Prima di partire controllerei tre elementi:
- stato della cabinovia e orario dell’ultima discesa;
- previsioni dettagliate, con particolare attenzione a temporali e visibilità;
- condizioni del sentiero e presenza di neve nei tratti più alti.
Il biglietto dell’impianto è separato dall’escursione. Nel listino estivo 2026 sono previste tariffe diverse per corsa singola, andata e ritorno e categorie ridotte; i bambini nati dal 2018 viaggiano gratuitamente con documento, mentre i junior nati dal 2008 al 2017 hanno una riduzione del 50% sulla tariffa adulti.
Equipaggiamento e organizzazione senza sorprese
Servono scarponcini da trekking con suola scolpita, non scarpe da ginnastica leggere. I bastoncini aiutano molto nei passaggi in discesa e sulle pietre umide, mentre una giacca impermeabile è indispensabile anche nelle giornate che iniziano con il cielo sereno.
- 1,5-2 litri d’acqua a persona;
- pranzo al sacco e uno spuntino energetico;
- strato caldo, cappello e crema solare;
- mappa offline o traccia GPX;
- telefono carico e batteria di riserva;
- kit minimo di primo soccorso.
Non farei affidamento sui rifugi per l’intera giornata. Il Rifugio 5 Laghi e il Rifugio Lago delle Malghette possono essere utili a seconda della variante e del periodo di apertura, ma lunghi tratti restano privi di ristoro.
L’errore più comune è partire tardi pensando che la cabinovia abbia già accorciato molto il percorso. In realtà l’altitudine rallenta il passo e le soste fotografiche si moltiplicano. Partire tra le 8:30 e le 9:00 consente di mantenere più margine in caso di imprevisti.
Il modo migliore per godersi i cinque laghi
Questo itinerario dà il meglio quando non viene affrontato come una gara. Il Lago Ritorto invita a fermarsi, il Serodoli richiede una valutazione realistica delle energie e il tratto finale mette alla prova soprattutto ginocchia e concentrazione.
Io sceglierei la versione classica con meteo incerto, gruppo misto o prima esperienza in quota. La variante estesa la terrei per una giornata lunga e stabile, con mappa già studiata e un piano chiaro per il rientro. Così il giro resta quello che dovrebbe essere: una camminata intensa, ma ancora capace di lasciare spazio al silenzio, ai panorami e alla natura del Parco Naturale Adamello Brenta.
