Due chiese diverse raccontano la storia della Chiesa Rossa
- Santa Maria Annunciata si trova in via Neera 24 ed è celebre per l’installazione permanente di Dan Flavin.
- Santa Maria alla Fonte, in via della Chiesa Rossa 55, conserva origini medievali e affreschi di grande interesse.
- L’opera di Flavin è una installazione gratuita, normalmente visitabile dalle 16 alle 19.
- La chiesa antica risale almeno al 988, secondo una documentazione storica locale.
- Le due sedi distano poco più di un chilometro e si possono inserire nello stesso itinerario lungo il Naviglio Pavese.
Prima di partire, chiarisci quale Chiesa Rossa vuoi vedere
Il nome può creare confusione. Quando si parla della chiesa rossa di Milano si intendono soprattutto due edifici religiosi situati nella zona sud della città, nel quartiere che ha preso il nome proprio dall’antica presenza ecclesiastica.
| Luogo | Indirizzo | Elemento principale |
|---|---|---|
| Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa | Via Neera 24 | Architettura novecentesca e opera luminosa di Dan Flavin |
| Santa Maria alla Fonte | Via della Chiesa Rossa 55 | Origini medievali, affreschi e resti archeologici |
Santa Maria Annunciata un edificio del Novecento nel quartiere Chiesa Rossa
Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa fu completata nel 1932 su progetto dell’architetto Giovanni Muzio, dopo una prima fase avviata dall’ingegnere Franco Della Porta. L’edificio mantiene un impianto basilicale a tre navate, con mattoni a vista e un’impronta neoromanica resa più essenziale dalle esigenze economiche del periodo.
La chiesa nacque in una zona allora in rapida urbanizzazione, lontana dal centro monumentale ma già attraversata da nuovi insediamenti popolari. La consacrazione avvenne il 21 dicembre 1932 per mano del cardinale Ildefonso Schuster, mentre il pronao d’ingresso fu completato soltanto nel 1960.
All’esterno l’edificio può sembrare sobrio, quasi severo. È entrando che cambia completamente la percezione dello spazio. La navata, il transetto e l’abside sono organizzati in modo da guidare lo sguardo verso il presbiterio, preparandolo all’intervento luminoso realizzato alcuni decenni più tardi.
Dan Flavin trasforma la navata in un’opera di luce
Il motivo per cui questa chiesa è diventata una destinazione importante per gli appassionati d’arte contemporanea è Untitled, l’installazione permanente di Dan Flavin. L’artista americano la progettò nel 1996 su invito del sacerdote Giulio Greco, mentre la realizzazione fu portata avanti nel 1997 con il coinvolgimento della Fondazione Prada.
Flavin utilizza sottili tubi fluorescenti dai colori verde, blu, rosa, oro e ultravioletto. I neon non aggiungono semplicemente una decorazione, ma diventano la principale fonte di illuminazione dell’interno e fanno emergere la struttura architettonica in modo graduale.
Il percorso cromatico è spesso interpretato come un passaggio dall’alba al tramonto. L’effetto cambia anche in base alla posizione del visitatore: dal fondo della chiesa l’ambiente appare più raccolto, mentre avvicinandosi all’altare la luce sembra dilatare la profondità della navata.
La mia lettura è che l’opera funzioni proprio perché non cancella la destinazione religiosa dell’edificio. Al contrario, mette in evidenza il silenzio, la geometria e il senso verticale dello spazio. È un esempio riuscito di dialogo tra arte minimalista e liturgia, senza trasformare la chiesa in una semplice sala espositiva.
Santa Maria alla Fonte conserva il nucleo più antico
A circa un chilometro si trova la piccola Santa Maria alla Fonte, conosciuta anche come Santa Maria la Rossa. Un documento del 988 attesta l’esistenza di una basilica chiamata Mariae ad Fonticulum, costruita sopra le fondamenta di un precedente sacello paleocristiano.
Nel XII secolo la chiesa fu legata a un monastero di monache benedettine. Subì danni a causa del terremoto del 1117, delle guerre medievali e, più tardi, delle trasformazioni del Naviglio Pavese. Nel 1365 il corso d’acqua separò fisicamente la chiesa dal monastero, mentre nel 1783 un’inondazione modificò l’edificio e rese necessario un nuovo ingresso a livello della strada.
Il complesso attraversò anche una lunga fase di abbandono. Fu chiuso nel 1866, riaperto al pubblico nel 1894 dopo gli interventi promossi da Luca Beltrami e dichiarato monumento nazionale nel 1928. I restauri più recenti si sono conclusi nel 2003 e dal 2009 la chiesa è affidata ai frati cappuccini.
Che cosa osservare all’interno
La chiesetta conserva affreschi di epoche diverse, tra cui figure di santi, una Madonna del Latte, una possibile Crocifissione e scene attribuite alla scuola giottesca. Nell’abside si riconoscono inoltre una monaca orante, Sant’Ambrogio, San Bernardo e una sinopia di Cristo Pantocratore.
Durante i restauri sono emersi anche i resti di una domus romana e di un sacello, visibili sotto il pavimento. È un dettaglio che cambia la visita: non si osserva soltanto una chiesa medievale, ma una stratificazione di epoche che va dall’antichità romana alla Milano contemporanea.
Come organizzare la visita nel 2026
Per vedere l’installazione di Dan Flavin, l’orario indicato dalle informazioni culturali locali è generalmente tutti i giorni dalle 16 alle 19. L’ingresso è gratuito e non risulta necessario acquistare un biglietto, ma l’accesso può subire variazioni durante messe, celebrazioni o attività parrocchiali.
La parrocchia di Santa Maria Annunciata comunica per il 2026 messe feriali alle 8.30 e alle 17, mentre la domenica le celebrazioni sono alle 8.30, 11 e 18. Chi desidera visitare l’interno con maggiore tranquillità dovrebbe evitare gli orari liturgici e mantenere un comportamento rispettoso, perché si tratta ancora di un luogo di culto attivo.
Per Santa Maria alla Fonte gli orari pubblicati indicano l’apertura dal lunedì al sabato alle 16.30, con confessioni fino alle 18.15 e messa alle 18.30. La domenica l’apertura è prevista dalle 9, con celebrazioni alle 9.30 e alle 11.30. Le visite guidate agli affreschi vanno concordate con il rettore.
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Come arrivare
La soluzione più semplice per la chiesa moderna è la metropolitana M2 fino ad Abbiategrasso, seguita dai tram 3 o 15. Le fermate in zona Montegani e Neera lasciano a pochi minuti dall’ingresso di via Neera 24.
La chiesa antica si raggiunge proseguendo verso via della Chiesa Rossa 55, lungo l’area del Naviglio Pavese. Per gli spostamenti in superficie è prudente controllare le variazioni del trasporto pubblico il giorno della visita, soprattutto nei fine settimana e durante gli eventi cittadini.
Perché vale la pena inserirla tra i monumenti di Milano
Non sceglierei questa tappa per la monumentalità della facciata. La sua forza sta nella relazione tra spazio, memoria e uso contemporaneo. Santa Maria Annunciata mostra come un’architettura del Novecento possa acquistare nuova intensità attraverso la luce, mentre Santa Maria alla Fonte ricorda che la periferia milanese conserva tracce molto più antiche della città industriale.
La visita è particolarmente adatta a chi ha già visto il Duomo, Santa Maria delle Grazie e i monumenti del centro e vuole capire una Milano meno celebrata. Qui non si trova un percorso museale tradizionale con pannelli e biglietteria, ma un’esperienza più discreta, da affrontare con tempi lenti e attenzione ai dettagli.Un itinerario breve tra luce, Medioevo e Naviglio Pavese
Io dedicherei almeno due ore all’itinerario completo. Inizierei da Santa Maria Annunciata nel tardo pomeriggio, quando l’installazione luminosa è più leggibile, poi proseguirei verso Santa Maria alla Fonte e concluderei la passeggiata nel Parco Chiesa Rossa, accanto alla cascina e al Naviglio Pavese.
La sequenza permette di passare dai neon colorati di Flavin agli affreschi medievali, senza forzare il confronto tra opere nate in epoche e con finalità diverse. È proprio questa distanza a rendere interessante la zona: la Chiesa Rossa non offre un solo monumento, ma un piccolo paesaggio culturale in cui arte contemporanea, archeologia e storia religiosa convivono a pochi passi l’una dall’altra.
